In Yemen come in Iraq, l’Occidente fomenta il terrore
0) LINKS
1) INIZIATIVE: YEMEN, L'ITALIA SMETTA DI APPOGGIARE I CRIMINI SAUDITI
2) Die USA und die Saudis eilen im Jemen Daesh und Al-Kaida zu Hilfe / Gli USA e i Sauditi in soccorso di Daesh e Al Qaeda nello Yemen (B. Kimyongur)
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YEMEN
AND THE MILITARIZATION OF STRATEGIC WATERWAYS. Securing US Control over
Socotra Island and the Gulf of Aden
By Prof Michel Chossudovsky – Global Research, 7 February 2010
http://www.globalresearch.ca/yemen-and-the-militarization-of-strategic-waterways/17460
TRAD.: Lo Yemen e la militarizzazione delle vie d'acqua strategiche. Assicurare il controllo Usa sull'isola di Socotra e il Golfo di Aden
di Michel Chossudovsky | globalresearch.ca (2010)
http://www.resistenze.org/sito/os/dg/osdgfd05-016113.htm
LA TENDENZA ALLA GUERRA DELL'OCCIDENTE E IL RADICALISMO ISLAMICO (Domenico Moro, 10/02/2015)
http://www.resistenze.org/sito/te/pe/im/peimfb10-015778.htm
IRAQI
ARMY DOWNS TWO BRITISH PLANES CARRYING WEAPONS FOR ISIL TERRORISTS (Fars News
Agency / Global Research, February 24, 2015)
al-Anbar province: numerous flights by US-led coalition planes airdrop weapons
and supplies for ISIL in terrorist-held areas...
http://english.farsnews.com/newstext.aspx?nn=13931204001534
TRAD.: L’esercito iracheno abbatte 2 aerei inglesi che rifornivano il SIIL (Fars News Agency / Global Research, 24 febbraio 2015)
“IRAN PEGGIO DELL’IS’. EGITTO E SAUDITI VERSO L’INVASIONE DELLO YEMEN (di Marco Santopadre, 28 Marzo 2015)
IN
FLAMMEN (Krieg im Jemen – GFP 31.03.2015)
Auch
nach den jüngsten Luftschlägen vom gestrigen Montag billigt die Bundesregierung
den Krieg eines von Saudi-Arabien geführten Militärbündnisses
gegen Aufständische im Jemen. Man habe
"Verständnis" für die bewaffnete Intervention, heißt es im
Auswärtigen Amt. Saudische Luftschläge trafen gestern unter anderem
ein jemenitisches Flüchtlingslager; dabei starben mindestens 45 Personen.
Riads neuer Krieg richtet sich gegen einen angeblichen Machtzuwachs Irans, dem
gute Verbindungen zu den schiitischen Huthi-Rebellen nachgesagt werden. Er
entspricht den Interessen der NATO-Staaten: Man wolle verhindern, dass Teheran
mit Hilfe der Huthis "neben der Meerenge von Hormuz auch noch die
Meerenge zwischen dem Jemen und Afrika kontrollieren könnte, durch die jeden
Tag Millionen Barrel Erdöl transportiert werden", erläutert ein
renommierter Kommentator. Für ihren Krieg stehen den saudischen Streitkräften
deutsche Kriegswaffen zur Verfügung, darunter Tornado- und
Eurofighter-Kampfflugzeuge sowie - für den Fall eines Einmarschs saudischer
Bodentruppen im Jemen - Sturmgewehre der Modelle G3 und G36.
Beobachter halten eine vollständige Entgrenzung des jemenitischen
Bürgerkriegs für durchaus wahrscheinlich. Die arabische Welt steht nach
zahlreichen offenen oder verdeckten militärischen Interventionen des
Westens unkontrollierbar in Flammen - vom Süden der Arabischen Halbinsel bis
Nordsyrien, von Libyen bis Irak...
http://www.german-foreign-policy.com/de/fulltext/59081
EN BREF: ISRAEL BOMBARDE LE YÉMEN (mercredi, 01 avril 2015)
http://french.irib.ir/info/moyen-orient/item/364316-isra%C3%ABl-bombarde-le-y%C3%A9men
IRIB- Selon l'un des cadres d'Ansarallah, les avions de combat israéliens prennent directement, part aux raids aériens sauvages contre les zones d habitation, au Yémen. "La façon dont les zones civiles sont bombardées nous rappelle les raids aériens contre Gaza.
YEMEN, LA STRAGE DI BAMBINI CHE NON COMMUOVE L'EUROPA (Redazione Contropiano, 1 Aprile 2015)
LA
COALIZIONE ‘PROGRESSISTA’ DEI SAUDITI IN LOTTA PER LA DEMOCRAZIA
IN YEMEN… (Patrizio Ricci – SibiaLiria, 3 aprile 2015)
Dalla Libia allo Yemen agli altri teatri di guerra è sempre più evidente
“la non innocenza” dei paesi occidentali e delle petrolmonarchie...
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=2925
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Vedi anche:
Rete No War: L'ITALIA SI DISSOCI DALL'ADDESTRAMENTO TURCO-STATUNITENSE DI JIHADISTI FUTURI E PRESENTI IN SIRIA
https://it.groups.yahoo.com/neo/groups/crj-mailinglist/conversations/messages/8276
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"CONTRO I BOMBARDAMENTI SAUDITI IN YEMEN", SIT-IN E DIGIUNI NOWAR DAVANTI ALL'AMBASCIATA SAUDITA (9 aprile 2015 - Patrick Boylan)
http://www.peacelink.it/pace/a/41529.html
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YEMEN, L'ITALIA SMETTA DI APPOGGIARE I CRIMINI SAUDITI
Da:
Rete No War
al Ministro Gentiloni
Ministro, Le scriviamo mentre siamo impegnati in sit-in e digiuni (v.
comunicato a seguire) contro i bombardamenti sauditi in Yemen, un ennesimo
crimine. Ci sembra incredibile che Lei esprima "comprensione" per i
Saud e dia a intendere che l'Arabia saudita bombarda lo Yemen (con molte
vittime civili) anche per prevenire un'ulteriore diffusione del terrorismo!
I Saud, come altri petromonarchi e come gli uomini d'affari del Golfo, insieme
ai paesi della Nato hanno fomentato in modo diretto e indiretto le forze
terroriste, da Al Qaeda (e Al Nusra) a Daesh/Isis. Daesh settimane fa in Yemen
ha fatto una carneficina ai danni proprio delle moschee degli houthi
contro i quali l'Arabia saudita combatte con i suoi aerei (italiani?) e
l'appoggio determinante degli Usa.
L'Arabia saudita sostiene terroristi sedicenti islamici sin dai mujahidin
nell'Afghanistan degli anni 1980, e in tempi recenti in Iraq, Libia e
Siria. Ci sono le prove. E l'Italia per anni ha fatto parte degli "Amici
della Siria" insieme a sauditi, qatarioti,
statunitensi eccetera.
L'Italia deve dissociarsi dai bombardamenti sauditi. Così come deve dissociarsi
dal continuo sostegno armato offerto da petromonarchi, Stati uniti e
Turchia a gruppi armati in Siria.
RETE NO WAR (tel 3312053435)
COMUNICATO INIZIATIVE NO WAR
NO WAR: "CONTRO I BOMBARDAMENTI SAUDITI IN YEMEN", SIT IN E DIGIUNI
DAVANTI ALL'AMBASCIATA SAUDITA
Il 9 e 10 aprile davanti all'ambasciata dell'Arabia saudita a Roma esponenti
della Rete No War (alcuni in digiuno di protesta) manifestano
nuovamente contro i criminali bombardamenti sauditi sullo Yemen, che -
con il pretesto di contrastare i ribelli houthi - uccidono civili e
aiutano il propagarsi di Al Qaeda, nemica degli houthi. L'ingerenza saudita
nello Stato viola tutti i principi dell'umanità e del diritto. Lo Yemen è
uno Stato povero ma strategicamente importante (per il controllo dei
traffici marittimi fra Mediterraneo e Oceano indiano) e là l'Arabia
saudita combatte per la sua supremazia, accusando i ribelli houthi
di essere foraggiati dall'Iran, il suo grande nemico.
Nel denunciare il fatto che l'attacco guidato dai sauditi hanno già ucciso 540
persone (74 bambini) e fatto 1.700 feriti, la Rete No War sottolinea anche
il fatto che questa guerra contro il popolo e gli houthi sta aiutando, in
Yemen, le forze più sanguinarie come al Qaeda nella penisola araba e Daesh
(sedicente Stato islamico), che ha rivendicato settimane fa la strage di
centinaia di fedeli in preghiera nelle moschee houthi.
Già sabato 4 aprile a Roma, la Rete No War ha convocato una PRIMA
manifestazione davanti all'Ambasciata dell'Arabia saudita contro
l'aggressione al popolo dello Yemen da parte della petromonarchia. E' stata la
prima manifestazione di occidentali contro quest'ultima vergogna. http://stefanomontesi.photoshelter.com/gallery-image/Rete-No-War-manifesta-contro-Arabia-Saudita/G0000.pycuumI28Y/I0000Y6ZSnn6FpZc
Hanno partecipato alcuni attivisti della stessa Rete. Ancora una volta, come
accade dal 2011, è latitante l'opposizione sociale alle guerre che l'Asse
della guerra composto da Nato e Golfo portano avanti sfasciando intere regioni
(Medioriente, Africa del Nord, Africa sub-sahariana) con bombardamenti
diretti oppure fomentando gruppi terroristi locali, da Al Qaeda fino a
Daesh. Non ci sono abbastanza parole per condannare l'infernale politica
di guerra e di sostegno al terrorismo perpetrata da decenni dai
petromonarchi e dai loro alleati occidentali.
Come si legge sui cartelli della manifestazione, Rete No War chiede
all'Italia che si dissoci e smetta di vendere armi al suo
primo compratore: i sauditi appunto. Rete No War lancia l'idea di una
giornata internazionale di azione sull'Arabia saudita - nel contesto di
una netta dissociazione anche dall'operato delle altre petromonarchie e della
Nato.
Rete No War denuncia il ruolo dell'Arabia saudita anche nel fomentare il
terrorismo in Siria. E coglie l'occasione che intimare all'Italia di
dissociarsi dalla politica di Usa e Turchia che stanno addestrando altri gruppi
armati in Siria, dove la tragedia dura da quattro anni.
per
Rete No War
3312053435
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Le texte original en francais:
LES USA ET LES SAOUD AU SECOURS DE DAECH ET AL QAEDA AU YÉMEN (par Bahar Kimyongur, 26 mars 2015)
http://www.michelcollon.info/Les-USA-et-les-Saoud-au-secours-de.html?lang=fr
ou https://it.groups.yahoo.com/neo/groups/crj-mailinglist/conversations/messages/8275
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Die USA und die Saudis eilen im Jemen Daesh und Al-Kaida zu Hilfe
Bahar Kimyongur, 26. März 2015
Nichts Neues in der arabischen und muslinischen Welt. Zur grossen Zufriedenheit ihrer Feinde Amerika und Israel schlagen sich Araber und Muslime untereinander.Die USA und die Saudis stehen in der Offensive in den Ländern, die sich ihnen widersetzen, vor allem in Syrie im, Irak und im Jemen.
In Syrien attakieren die Saudis an zwei Fronten: Im Norden und im Süden.
Im
Norden ist das loyale und vorwiegend sunnitische Idlib von mit Al-Kaida
liierten Milizen umzingelt. Diese Milizen benützen amerikanische Waffen,
speziell TOW-Raketen, um den Widerstand der syrischen Armee und der
Volksmilizen zu brechen, welche ihre Stadt und Umgebung verteidigen. Einer der
Al-Kaida Kommandanten in Idlib ist ein saudischer Scheich namens Abdallah al
Mouhaisni.
Im Süden ist es die antike Stadt Bosra al Cham mit einem im Zentrum gelegenen
römischen Amphitheater, welche kürzlich in die Hände einer Koalition
dschiadistischer Gruppen fiel, dirigiert von der Al Nusra Front, einem Ableger
von Al Kaida in Syrien.
Da nun das US-Kommando im antiterror Kampf schwelgt, hat man im syrischen
Himmel oberhalb von Idleb oder Bosra al Cham kein einziges Flugzeug der
Alianz US/EU/GCC (*) gesehen.
Wie aus der Reuters Depesche, unterzeichnet von Tom Perry, vom vergangenen 23.
März zu entnehmen ist, haben die West-Armeen ihre Waffenlieferungen an Al-Kaida
an der Südfront sogar intensiviert. Diese Waffen, gesponsert von Saudi-Arabien,
dem grössten Waffenimporteur der Welt, gelangen über die jordanisch/syrische
Grenze zur Anti-Assad Koalition der Südfront. Israel hält sich nicht zurück
indem offizielle Stellen ankündigen, fortan den Anti-Assad Kräften, darunter
Al-Kaida im Mont-Bental auf den Golan-Höhen, Hilfe zukommen zu lassen (Yaroslav
Trofimov, Wall Street Journal, 12 März 2015).
So haben nun unsere westlichen Schöngeister, welche über die Zerstörung der Museen
und des Erbes des Orients durch die Dschihadisten des Daesh lamentieren,
Bosra-al-Cham Al-Kaida übergeben, eine antike Stadt unter dem Schutz des
Weltkulturerbes der UNESCO.
Im Irak fürchten die USA, innerhalb des Widerstandes gegen Daesh, an Einfluss
zu verlieren. Kräften der Kurden, Schiiten und Sunniten, unterstützt durch den
benachbarten Alliierten Iran, ist es gelungen, eine Antiterror-Allianz zu
formieren, die zunehmend Früchte trägt.
Mehrere Städte und Dörfer der Provinzen Salaheddine und Anbar konnten so
von den Terroristen befreit werden. Diese supra-ethnische und
supra-konfessionelle Vereinigung vor Augen, hat die US-Luftwaffe diese Nacht
Positionen von Daesh in der Stadt Tikrit bombardiert, aus Furcht, Einfluss in
diesem Land zu verlieren, das ein Verbündeter des Iran geworden ist.
Diese US-Intervention in Tikrit ist von der schiitischen Milizen verhöhnt
worden, welche jede Zusammenarbeit mit Washington zurückweisen.
Einige mit den Einheiten des Mahdi Moqtada Sadr und der Brigaden der irakischen
Hizbollah haben sogar beschlossen, sich aus den Kämpfen zurückzuziehen.
An der Tikrit-Front hat mas es also nicht mit einer Zusammenarbeit, wie es
viele der Mainstraem-Analytiker formulieren, sondern mit einem
Konkurrenzverhältnis zwischen Iran und den USA zu tun, etwa so wie damals
zwischen der Sowjet-Armee und der Truppen des General Patton im Kampf gegen
Hitler.
Aus einem althergebrachten Gegensatz zum Iran haben die Saudis den Daesh
schon seit langer Zeit aufgebaut. Heute lenkt die wahabitische Dynastie die
Aufmerksamkeit auf die wachsende Gefahr eines zunehmenden Prestiges Teherans
bei der Bevölkerung Syriens und des Irak, welche unter dem Joch des Daesh
leben.
Schlussendlich haben die Saudis beschlossen, in Hinterhof Jemen ihre Bomber auf
den Anti-Daesh Widerstand zu lenken.
Vor nicht langer Zeit Schauplatz der Auseinandersetzungen zwischen Marxisten un
Pan-Arabern einerseits und reaktionären Pro-Saudi Kräften andererseits ist der
Jemen heute Schauplatz eines Krieges der schiitennahen Houthi-Milizen
In den letzten Tagen haben die Houthi-Milizen des Ansar Allah einen
spektakulären Vorstoss gegen Aden durchgeführt, die Grossstadt des Süd-Jemen,
wohin sich der abgesetzte Präsident Abd Rabbo Mansour Hadi, ein Saudi-Agent,
abgesetzt hatte.
Entgegen den Meldungen der West-Medien, verfolgen die Houthi-Milizen keine
konfessionelle sondern eine patriotische Mission.
Trotz ihrer konfessionellen Herkunft pflegen sie eine panislamische und
panarabische Vision, und geniessen deshalb innerhalb eines grossen Teils der
nationalen jemenitischen Armee grosse Sympathien, einschliesslich der
republikanischen Garden und zahlreicher sunnitischer Stämme, woraus sich ihr
unglaublicher Vormarsch erklärt.
Da nun Daesh letzten Freitag um die 200 Schiiten in vier Kamikaze-Angriffen
gegen Moscheen massakriert hat und Al-Kaida der arabischen Halbinsel (AKAH) mit
voller Kraft wütet, hat das wahabitische Regime diese Nacht Luftschläge gegen
die Rebellen des Jemen lanciert.
Nicht der saudische Verteidigungsminister, Prinz Mohammed Bin Salman oder der
König Saudiarabiens Salman Ben Abdel Aziz hat den Krieg gegen den souveränen
Jemen erklärt, sondern der saudische Botschafter in Wsashington. Das Szenario
entspricht einem zweitklassigen arabischen Streifen.
Zur Stunde sprechen die arabischen Medien, insbesondere Al-Mayadeen, von
ungefähr 20 jemenitischen Zivilisten, die durch das saudische Bombardemnent
getötet wurden.
Zur Zeit des ägyptischen drittewelt Helden Jamal Abdel Nasser, bekämpfte das
kollaboratistische und dekadente Saudi-Regime die linken arabischen Kräfte
(Marxisten, Nationalisten, Panaraber) mit Unterstützung der USA.
Da die letzten Spuren des arabischen Sozialismus ausgelöscht sind, nehmen sich
die Saudis nun den letzten noch existierenden panarabischen Widerstand vor, vom
libanesischen Hisbollah über den syrischen Baath zum jemenitischen Ansar Allah.
In
einem alarmistischen Artikel in der Washington-Post vom 23 November 2012,
qualifizierte die US-Staatssekretärin der Bush-Ära Condoleeza Rice, den Iran
als «Karl Marx von heute».
Wenn der Iran Marx entspricht, wie es die Falke des US-Imperialismus
bekräftigt, so ist das Saudi-Regime, seit seiner Gründung 1744, eine
Inkarnation der Konter-Revolution und der Tyrannei von Adolphe Tiers, dem Totengräber
der Pariser-Kommune.
(*) CCG : Golfkooperationsrat, Allianz der 6 Ölmonarchien der Golfregion
Aus: http://www.michelcollon.info/Les-USA-et-les-Saoud-au-secours-de.html?lang=fr
Übersetzung: K.Trümpy
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Gli USA e i Sauditi in soccorso di Daesh e Al Qaeda nello Yemen
28 Marzo 2015 – di Bahar Kimyongur
da www.michelcollon.info
Traduzione di Marx21.it
Nel mondo arabo e musulmano, niente di nuovo. Ci si batte tra arabi e musulmani
la più grande gioia dei nemici americani e israeliani. Gli Stati Uniti e i
Sauditi sono all'offensiva in tutti i paesi che resistono, soprattutto in
Siria, in Iraq e nello Yemen.
In Siria, le forze saudite attaccano su due fronti: il Nord e il Sud.
A Nord, la città lealista e in maggioranza sunnita di Idlib è accerchiata dalle
milizie legate a Al Qaeda. Queste milizie utilizzano armi americane, in
particolare missili TOW per avere la meglio sulla resistenza dell'esercito
siriano e delle forze popolari che difendono la loro città e le loro terre. Uno
dei comandanti di Al Qaeda dell'operazione di Idleb è uno sceicco saudita
chiamato Abdallah al Mouhaisni.
A Sud, c'è l'antica città di Bosra el Sham, nel cui cuore si erge un anfiteatro
romano, che rischia di cadere nelle mani di una coalizione di gruppi jihadisti
pilotata dal Fronte al Nusra, filiale di Al Qaeda in Siria.
Mentre il comando americano si sciacqua la bocca con discorsi anti-terroristi,
nessun aereo dell'asse USA/UE/CCG (*) si è levato in volo nel cielo siriano
sopra Idleb e Bosra el Sham.
Come rivela il dispaccio Reuters del 23 marzo scorso, gli eserciti occidentali
hanno persino intensificato le loro forniture di armi a Al Qaeda sul Fronte
Sud. E' attraverso la frontiera giordano-siriana che queste armi, per la
maggior parte offerte dall'Arabia Saudita, il più grande importatore di armi al
mondo, pervengono alla coalizione anti-Assad del Fronte Sud. Israele non è da
meno, poiché anche fonti ufficiali riconoscono che fornisca aiuto alle forze
anti-Assad, tra cui Al Qaeda sul Monte Bental nelle colline del Golan
(Yaroslav Trofimov, Wall Street Journal, 12 marzo 2015).
In tal modo, le nostre anime belle occidentali innamorate dell'arte e della
raffinatezza, le stesse che si lamentano per la distruzione dei musei e del
patrimonio dell'Oriente da parte di Daesh, offrono a Al Qaeda Bosra el
Sham, una antica città patrimonio mondiale dell'UNESCO.
In Iraq, gli USA avvertono che stanno perdendo il controllo della resistenza
contro Daesh. Forze curde, sciite e sunnite appoggiate dal vicino e alleato
iraniano sono riuscite a formare un'alleanza anti-terrorista che sta
portando i suoi frutti.
Molte città e villaggi delle province di Salaheddine e Anbar sono state così
liberate dalla presenza terrorista. Temendo questa unità che va oltre le etnie
e le confessioni, l'aviazione USA ha bombardato le posizioni di Daesh
nella città di Tikrit nel timore di perdere terreno in questo paese diventato
alleato dell'Iran.
A questo intervento USA a Tikrit non hanno partecipato le milizie sciite che
rifiutano ogni forma di alleanza con Washington.
Anche i miliziani legati all'Esercito del Mahdi di Moqtada Sadr e alle Brigate
degli Hezbollah iracheni hanno deciso di ritirarsi dai combattimenti.
Sul fronte di Tikrit, non c'è dunque collaborazione, come lasciano intendere
numerosi analisti mainstream, ma concorrenza tra l'Iran e gli USA, un po' come
quella che esisteva tra l'Esercito sovietico e le truppe del generale
Patton di fronte all'Impero hitleriano.
Per ostilità atavica nei confronti dell'Iran, i Sauditi da lungo tempo incoraggiano
Daesh. Oggi la dinastia wahabita ha un timore crescente del prestigio
accumulato da Teheran presso le popolazioni della Siria e dell'Iraq che
vivono sotto il giogo di Daesh.
E' finalmente nello Yemen, il loro cortile di casa, che i Sauditi hanno deciso
di lanciare i loro bombardieri contro la resistenza anti-Daesh.
Precedentemente campo di battaglia tra marxisti e panarabi da una parte e forze
reazionarie filo- saudite dall'altra, lo Yemen è oggi il teatro di una guerra
dei filo-sauditi con le milizie houthi di ispirazione sciita.
Negli ultimi giorni, le milizie houthi di Ansar Allah hanno attuato un'avanzata
spettacolare verso Aden, la grande città del Sud dello Yemen dove si era
rifugiato il presidente deposto e agente saudita Abd Rabbo Mansour Hadi.
Contrariamente a ciò che affermano i media occidentali, le milizie houthi non
conducono una politica confessionale ma assolvono a una missione patriottica.
Malgrado la loro identità confessionale, coltivano una visione panislamica e
panaraba, guadagnando così la simpatia di un largo settore dell'esercito
nazionale yemenita, e anche della Guardia repubblicana e di numerose tribù
sunnite, il che spiega la loro travolgente avanzata.
Mentre Daesh massacra circa 200 sciiti in un attacco kamikaze alle moschee, il
regime wahabita lancia un'operazione militare aerea contro i ribelli dello
Yemen.
Non è stato il ministro saudita della difesa, il principe Mohammed Bin Salman,
e neppure il Re dell'Arabia Saudita, Salman Ben Abdel Aziz, ad annunciare
l'entrata in guerra contro la sovranità dello Yemen, ma l'ambasciatore
saudita a Washington. Lo scenario è degno di un film arabo di serie B.
Per ora, i media arabi, in particolare Al Mayadeen, parlano di una ventina di
civili yemeniti massacrati dai bombardamenti sauditi.
Dai tempi dell'eroe terzomondista egiziano Gamal Abdel Nasser, il regime
collaborazionista e decadente dei Sauditi combatte le forze della sinistra
arabe (marxiste, nazionaliste, panarabe) con l'appoggio USA.
Dopo avere distrutto le ultime vestigia del socialismo arabo, i Sauditi se la
prendono ora con le uniche forze della resistenza panaraba ancora presenti, da
Hezbollah libanese ad Ansar Allah yemenita, passando per il Baath siriano.
In un'articolo allarmista apparso nel Washington Post il 23 novembre 2012, la
segretaria di Stato USA dell'era Bush, Condoleeza Rice, aveva definito l'Iran
come “Karl Marx di oggi”.
Se l'Iran equivalesse a Marx come afferma questo falco dell'imperialismo USA,
allora il regime dei Sauditi incarnerebbe dopo la sua creazione nel 1744 la
controrivoluzione e la tirannia di Adolphe Tiers, l'affossatore della
Comune di Parigi.
*CCG: Consiglio di Cooperazione del Golfo, Alleanza che raggruppa le 6
petromonarchie del Golfo.
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